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Thursday, December 06, 2007

l' associazione culturale valbormida viva aderisce alla petizione per una vera class action

All' inizio della lotta contro l' acna pensavo ad una specie di azione collettiva contro l' acna come unica misura, può ancora essere buona adesso per il risarcimento dei danni.

Gli allegati sono tal quali come ricevuti, e il nome dell' acna non l'ho inserito io fra i maggiori problemi, ma non so chi, è una cosa nazionale e una presa di posizione della valle bormida è importante.


INTRODUZIONE:

I giorni della Class action (la madre di tutte le battaglie di civiltà)


Parmalat, Cirio, Crack bond Argentini, Contratti SWAP, Bipop Carire, Banca 121, anatocismo bancario, ricariche telefoniche, Vajont, Porto Marghera, Finmatica, Banco Ambrosiano, Sviluppo Italia, Seveso, Linate, Responsabilità Civile Auto, Capo Gallo, Linate, Giacomelli, calciopoli, sangue infetto, vino al metanolo, grano contaminato, amianto, cromo esavalente e atrazina nelle falde freatiche, ACNA di Cengio, Farmoplant, petroliere in fiamme, inceneritori, rigassificatori, alta velocità, “furbetti del quartierino”, ecc. ecc. ecc..... : storie di ordinarie catastrofi ambientali, di quotidiane truffe miliardarie, di normali e consuete stragi nostrane. Chi non ha detto già mille volte: basta! Chi non è stufo, sconvolto, amareggiato, insultato da questa incredibile teoria di calamità? Chi non è indignato per le impunità, i mancati risarcimenti, il quotidiano sberleffo mediatico dei resoconti processuali trentennali? Chi non ha in cuor suo voglia di reagire?
Eppure, nonostante la rabbia di molti e l'impegno costante di centinaia di enti, comitati, associazioni che da sempre lottano per la tutela dei nostri interessi specifici e collettivi, non abbiamo attualmente alcuna reale possibilità per reagire concretamente a questa perversa, indecente ed intollerabile situazione.
Oggi in Italia, se migliaia di cittadini-lavoratori-consumatori-risparmiatori-azionisti intendono reagire ad una identica aggressione subita da un determinato ente privato o pubblico, possono adire vie legali contro di esso in maniera sostanzialmente individuale. Si crea quindi una incolmabile sproporzione tra le forze in campo, da una parte il colosso di turno, sia esso una multinazionale, una banca, una assicurazione o una partecipata statale, dall'altra i singoli individui con i rispettivi avvocati e le relative spese legali.
Molti non possono permetterselo neppure nei casi più gravi, ovvero anche quando si tratta di aver subito un serio danno fisico o economico. E nelle piccole truffe finanziarie, quelle che messe insieme arricchiscono le multinazionali, le banche e le assicurazioni?
Chi è disposto a fare una causa per riavere 100 € dovendone spendere 2.000 di spese legali? NESSUNO e le banche, le assicurazioni e le grandi società per azioni lo sanno!
Altrove, per esempio negli USA, esiste la CLASS ACTION.
Con la Class Action tutti i cittadini colpiti da uno stesso fatto illecito possono riunire le loro azioni legali in un’unica SICURA FACILE RAPIDA GRATUITA causa collettiva risarcitoria.
Se, ad esempio, 100.000 cittadini sono stati danneggiati, taglieggiati, avvelenati, truffati dalla stessa banca, dalla stessa assicurazione, dalla stessa azienda, 100.000 cittadini, tutti insieme, uniti, GRATUITAMENTE, con un pool di avvocati agguerrito e motivato (perché verrà pagato esclusivamente in percentuale all'eventuale risarcimento ottenuto), fanno causa comune e collettiva contro il colosso avvelenatore-truffatore, con concrete possibilità di vittoria. E per vittoria intendesi: risarcimenti enormi che spesso ammontano a centinaia di milioni di dollari.
Ma non si tratta solo di recuperare il mal tolto e di ottenere risarcimenti economici, anche perché spesso la perdita di un parente o un danno alla propria salute non sono risarcibili. E' fondamentale punire economicamente chi si comporta male in maniera piena ed esemplare, in modo da creare un deterrente per eventuali future azioni criminose sia da parte dell'azienda che viene punita, sia da parte delle altre aziende che assistono ad una simile esemplare condanna.

E non ci sono solo effetti punitivi:
la class action punisce le imprese scorrette e, così facendo, premia quelle oneste, riequilibrando il mercato. Non si tratta quindi di una legge comunista che dovrebbe dare scandalo nel nostro sistema “capitalistico” italiano, è il “nostro” sistema capitalistico che, escludendo categoricamente la possibilità di inserire nel nostro ordinamento una legge siffatta, dimostra di essere scandalosamente primitivo e arretrato, mirando esclusivamente a garantirsi l'impunità in seguito ad eventuali e probabilissime ulteriori rapine e truffe ai danni della collettività.

class action vera/class action falsa
Presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sono attualmente in discussione numerose proposte di legge sulle Class Actions. Alcuni testi sono efficaci altri no.
Quella che noi vogliamo è una Class action “VERA”, per esempio una di quelle proposte da esponenti della maggioranza: AC 1882 Grillini, AC 1443 Poretti, AC 1834 Pedica, AC 1330 Fabris; (i testi di queste PdL sono del tutto equivalenti tra loro);
mentre non ci piacciono tutte le altre versioni “all’italiana”, anche queste a firma di esponenti della maggioranza (Bersani, Buemi, Crapolicchio, Maran, Benvenuto).
Il Disegno di Legge n.1495 (Bersani, Mastella, Schioppa) prevede una Class action attivabile solo dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dalle associazioni dei professionisti e dalle 16 associazioni di consumatori “generaliste” riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico (Bersani) ed iscritte al (CNCU)
Dette associazioni ricevono le agevolazioni e i contributi pubblici previsti dalla legge 5 agosto 1981, n. 416, mentre il CNCU si avvale di personale amministrativo fornito proprio dal succitato ministero. (Art.136 comma2 e Art. 138 del Codice del Consumo DL n.206/2005).
Domanda a Bersani: perché tutti gli altri cittadini italiani e le altre associazioni non iscritte al CNCU non possono azionare cause collettive risarcitorie?
Al di là delle più che encomiabili e sincere intenzioni del CNCU, pensiamo che concentrare nelle mani di pochi il potere di adire legalmente tramite class action sia estremamente pericoloso. E, pur senza voler prescindere dai meriti, dall'onestà e dalla coerenza che le associazioni iscritte al CNCU hanno già saputo manifestare in innumerevoli occasioni (vedi la recentissima denuncia del Ministero della Sanità sul caso VIOXX da parte di CODACONS iscritta al CNCU), pensiamo che questa concentrazione di potere possa condurre a gravi e potenzialmente insanabili conflitti d'interesse.

Inoltre, la forza di una CLASS ACTION sta tutta nella fase di conciliazione stragiudiziale amichevole, ovvero in una fase PRE-giudiziale in cui gli avvocati della “classe” (i cittadini che hanno subito il torto) cercano un accordo amichevole con il convenuto (l'azienda accusata). In tale fase si può addivenire ad un accordo in cui l'azienda, per evitare le ulteriori fasi del processo, decide di fornire subito un risarcimento all'attore della causa. Questo accordo, secondo le PdL che noi appoggiamo, dovrà essere sottoposto alla votazione della classe. Se la classe lo approva (a maggioranza), il processo finisce e l'accordo diviene immediatamente ingiuntivo ai fini del risarcimento.

Le nostre PdL prevedono poi la possibilità di condannare l'azienda che ha commesso l'illecito multi offensivo non solo in rapporto al danno procurato, ma anche in rapporto al vantaggio economico ottenuto dall'azienda stessa tramite tale illecito. In modo da scoraggiarla a ripetere il medesimo illecito in futuro.

L'azienda convenuta è quindi fortemente stimolata a conciliare perché sa che, qualora il processo vada avanti e si concluda con una condanna a suo carico, rischia seriamente di subire danni economici assai ingenti.
Il DdL n. 1495 governativo e le PdL ad esso affini, invece, non prevedono né la possibilità di una simile ulteriore condanna né il rimborso automatico al cittadino in caso di vittoria della Class Action. Mancando lo spauracchio del danno economico in caso di condanna, viene meno la propensione a conciliare da parte dell'azienda, anche dopo l'eventuale accertamento del suo comportamento illecito e scorretto, e quindi il cittadino dovrà comunque, nella stragrande maggioranza dei casi, avviare un'azione giudiziaria individuale per veder riconosciuto il risarcimento che gli spetta. E questo vorrebbe dire mettere mani al portafogli ed ingolfare ulteriormente la giustizia con migliaia di nuovi processi.

IL NOSTRO APPELLO AI CITTADINI ITALIANI
E' necessario ottenere una legge utile ed efficace facendo sentire la nostra voce e facendo pendere l'ago della bilancia dalla nostra parte.
Per farlo le associazioni (vedi in calce , l’elenco: “Coordinamento delle Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici non comprese nel DDL Bersani sulla Class Action”) si sono unite in questa battaglia concreta e pratica e a voi chiediamo di sostenere la loro iniziativa sottoscrivendo la “petizione” che chiede a gran voce al Governo di promulgare una legge utile, coerente con gli interessi dei cittadini italiani.

La legge Bersani-Mastella-Schioppa non solo non risolve il problema dell'asimmetria tra cittadini-consumatori-utenti e grandi oligopoli industrial-finanziari, ma rischia seriamente di danneggiare tutto l'associazionismo italiano e, al contempo, di concentrare nelle mani di pochi un enorme potere contrattuale potenzialmente ricchissimo di conflitti d'interesse.

Se “passa” il DdL Bersani-Mastella-Schioppa non solo non avremo ottenuto una legge utile, ma i cittadini italiani avranno la percezione erronea che ciò sia invece realmente avvenuto. Il Governo ci dirà: “ora abbiamo la class action”, e sarà poi veramente difficile far comprendere che nulla di ciò che questa legge si riprometteva di ottenere a vantaggio della collettività, è stato realmente ottenuto.

Ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi per cambiare le carte in tavola, ce ne accorgeremo constatando che le truffe e le stragi continueranno a rimanere impunite, ce ne accorgeremo quando potremo verificare, ancora sulla nostra pelle, che nulla è cambiato e che l'Italia sarà rimasta ancora un isola felice ed un porto franco per i truffatori e gli assassini di mezzo mondo.

Partiremo con una raccolta firme nelle strade delle nostre città, con “i giorni della Class Action”, Martedì 30 Ottobre ed i fine settimana del 3/4, 10/11, 17/18 e 24/27 di Novembre.

Vogliamo la Class action, ma che sia una class action VERA.

VENITE A FIRMARE LA PETIZIONE!



GIORNATE** PER LA RACCOLTA FIRME:
10-11 Novembre17-18 Novembre 24-25 Novembre


Il ‘Reset Class Action National Group’ ed i gruppi Meetup aderenti*


gruppi Meetup aderenti: Napoli Roma Bologna Genova New York Palermo Torino Firenze Milano-Grilli Altoparlanti Salerno Parma Teramo Venezia Ravenna Piacenza Bergamo Modena Varese Imola Vicenza Saluzzo David Icke Sassari e Alghero Trapani Crotone Fano Mantova Terni Bruxelles Latina Nettuno ed Anzio Milano-Emancipati... Reset Class Action National Group Matera-Sassi Emigranti Udine Trento The Sanremo Beppe Grillo Meetup Group Savona Lecce, Salentini Uniti Catania, I Grilli dell'Etna Messina Faenza, I Grilli Incazzati Viareggio, Grilli Versiliesi Grosseto Pistoia Pisa Pisa-San Giuliano, Cuneo e Provincia
**le giornate per la raccolta firme possono variare da città a città.
e con il supporto del:
“Coordinamento delle Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici non comprese nel DDL Bersani sulla Class Action”:
Greenpeace Italia, WWF Italia, LEGAMBIENTE, Comitato Sopravvissuti del Vajont, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Comitato 8 Ottobre (Incidente di Linate), Associazione Disastro Aereo Capo Gallo 06/08/05, Telefono Blu Sos Consumatori , Telefono Rosa, Telefono Rosa Internazionale Telefono Antiplagio, Comitato di Cittadinanza Attiva, Ambiente e Legalità, Azionariato Diffuso/Federisparmiatori/Comitato Risparmiatori e piccoli azionisti Bipop-Carire, Tangobond-ForumFree -in supporto esterno-, SITI Sindacato Italiano per la Tutela dell' Investimento e del risparmio (promotore dell'iniziativa), Giovani dell'Italia dei Valori, FALBI Federazione Autonoma Lavoratori Banca d'Italia, Telefono Azzurro Onlus, API Associazione Politrasfusi Italiani, A.I.T.F. Associazione Italiana Trapiantati di fegato ONLUS, USICONS Associazione USI, Unione Sindacale Italiana per la tutela dei consumatori e degli utenti



TESTO DELLA PETIZIONE SOTTOSCRITTA:

ALTRI POSSONO SOTTOSCRIVERE E INVIARE:


Petizione per l’introduzione di correttivi al DDL 1495 del Governo e progetti concorrenti sulla Azione Collettiva
( Class Action )
da compilare ed inviare a:
Alla c. a.
Sig. Ministro Pier Luigi Bersani
C/o Ministero per lo Sviluppo Economico

e della
Commissione Giustizia della Camera
Suo Presidente , Relatore e Membri

e p.c.
“Coordinamento delle Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici non comprese nel DDL Bersani sulla Class Action"
c/o Siti , Sindacato Italiano per la Tutela dell' Investimento e del Risparmio,
Via Torino 2 , 20123 Milano Fax 02/700559381 – www.sindacatositi.it - segreteriasiti@gmail.com

Onorevole Ministro, Onorevoli Presidente, Relatore e Membri della Commissione Giustizia della Camera,
il sottoscritto , a sostegno degli enti rappresentati dal “Coordinamento delle Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici non comprese nel DDL Bersani sulla Class Action” ( l'Associazione Telefono Rosa Onlus e Telefono Rosa Internazionale; il Comitato 8 Ottobre Incidente aereo di Linate; l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus; l’Associazione 6 agosto 2005 Disastro aereo di Capo Gallo; il Telefono Blu Sos Consumatori; il Telefono Antiplagio; Greenpeace Italia; Azionariato Diffuso/Federisparmiatori/Comitato Risparmiatori e piccoli azionisti Bipop-Carire; Comitato Sopravvissuti del Vajont; WWF Italia; Giovani dell'Italia dei Valori; Comitato di Cittadinanza Attiva, Ambiente e Legalità; FALBI Federazione Autonoma Lavoratori Banca d'Italia; LEGAMBIENTE Onlus; Telefono Azzurro Onlus; API Associazione Politrasfusi Italiani; A.I.T.F. Associazione Italiana Trapiantati di fegato Onlus; USICONS onlus; ed infine il Siti, il Sindacato Italiano per la Tutela dell’Investimento e del risparmio) rivolge a Voi un accorato appello affinché si voglia porre rimedio alla gravissima omissione presente nel DDL del Governo (n. 1495) sulla Class Action, che vede ingiustamente escluse dalla legittimazione attiva all’utilizzo di tale fondamentale strumento di giustizia, non solo le Associazioni del Coordinamento (certamente le più rappresentative in Italia nei rispettivi ambiti di competenza specifica), ma tutte le centinaia di Associazioni che in tutti i campi si battono per la tutela dei Diritti e degli Interessi Collettivi Specifici dei Cittadini Italiani, spesso i più bisognosi ed indifesi, delegittimandone di fatto l’unico baluardo, i propri enti esponenziali, a solo favore delle Associazioni Consumeristiche Generaliste riconosciute dal Ministero delle attività Produttive. Questo, però, non vuole essere solo un appello alla Vostra coscienza: i rilievi oggi sollevati, e che impongono una attenta riflessione, sono di opportunità ( se non anche di legittimità ) costituzionale, legislativa, processuale, giuridica, giurisprudenziale e, non meno importante, politica.
L’approvazione del DdL Bersani n. 1495 sulla Class Action nell’attuale formulazione, omettendo la legittimazione alle Associazioni che tutelano Interessi Collettivi Specifici e riservando l’esercizio di tale strumento alle sole 16 Associazioni Consumeristiche Generaliste, si porrebbe infatti in aperto contrasto:
Con gli Artt. 3, 18 e 24 della Costituzione Italiana, in quanto: -prevede una irragionevole disparità di trattamento tra categorie (discriminando le Associazioni che tutelano interessi specifici rispetto alle consumeristiche generaliste); - limita, di fatto, il diritto all’associazionismo; - lede, infine, il diritto di difesa del singolo cittadino al quale è precluso, in questo modo, l’utilizzo diretto ed in prima persona di tale strumento; - subordina infine (in palese contrasto, peraltro, con quanto previsto dall’art. 92 c.p.c.) l’esercizio del diritto di difesa del privato cittadino, al preventivo consenso ed appoggio di una delle 16 Associazioni consumeristiche generaliste.
Con il DDL sulla Class Action ( n. 3058 Senato della Repubblica , XIV legislatura , All.1) approvato con larghissimo voto bipartisan alla Camera nella precedente Legislatura, nella parte in cui , all’Art.2, si riconosceva doverosa legittimazione attiva ad Associazioni di tutela di Interessi Collettivi Specifici di settore ( nella specie, alle "Associazioni di Investitori" ). Tale Articolo, per uno sfortunato "lapsus calami", è stato omesso nel progetto presentato al Senato dal Sen. Benvenuto, e conseguentemente non compare nelle conformi PdL On. Buemi e On. Maran, nonostante tutte tali Proposte di Legge, al pari peraltro del DDL del Governo, a tale fondamentale Disegno di Legge approvato alla Camera dichiarino esplicitamente di ispirarsi.
Con i principi comunitari in tema di libertà di stabilimento ex artt. 43 e 48 CE ( in quanto verrebbe preclusa ad analoghe associazioni già operanti in altri Stati comunitari di poter agire nel nostro Stato). Tali principi sono stati peraltro applicati dalla Corte di Giustizia Europea in un recente caso (C-451/03) in cui era sottoposta al vaglio dei Giudici di Bruxelles proprio una normativa dello Stato Italiano.
Con i principi della direttiva 98/27/CE in quanto ne verrebbe data un’attuazione più restrittiva non giustificata da alcuna ragionevole necessità.
Con la Giurisprudenza Civile ( Cass. Civ. 20 Dicembre 1996 ; n. 11404 ; Cass. 9 Luglio 1996 n. 8699 ; Cass. 10 Marzo 1993 n. 5230 ) e con la Giurisprudenza Penale prevalente ( vedi, da ultimo, le ordinanze Gup Processo Parmalat di Milano, e di Parma e Gup Processo Cirio ) che nel negare legittimazione attiva alla costituzione di parte civile proprio alle Associazioni Consumeristiche Generaliste ( quelle riconosciute dal Ministero delle Attività Produttive ) proprio per la mancanza di specificità dell’interesse da esse tutelato, riconoscono di fatto la funzione delle Associazioni di Tutela di Interessi Collettivi Specifici .
Con la stessa Politica di Liberalizzazione del Ministro Pier Luigi Bersani e del Governo Prodi, in quanto centralizzando la legittimazione attiva alle sole 16 Associazioni Consumeristiche Generaliste, non solo creerebbe una sorta di "casta" privilegiata, autoreferenziale, cristallizzata e inespandibile, dotata di super-poteri ( ed al contempo a tali super-poteri immune, stante la non legittimazione del privato cittadino ad invocare la Class Action nei confronti della propria Associazione ), ma, ciò che è inaccettabile, distruggerebbe, delegittimandolo, il lavoro e l’impegno delle centinaia di Associazioni Italiane specializzate nella Tutela di Interessi Collettivi Specifici ( e tra queste le Associazioni di Tutela dell’Ambiente, della Salute, delle Donne, dei Bambini, dei Diversamente Abili, degli Investitori e dei Risparmiatori, dei Familiari e delle Vittime della malasanità, di disastri, incidenti od attentati ed ancora contro la droga, il pizzo, l’usura, la mafia, il racket ) ingiustamente escluse dall’esercizio di tale strumento di tutela, relegandole a funzione ancillare, anticamera della propria dissoluzione e scomparsa.
Con l’esigenza di razionalizzare l’esercizio della Giustizia , creando una nuova Procedura (riservata a soli 16 soggetti legittimati e pochi altri) che non risponde né all’esigenza di prevenzione degli illeciti plurioffensivi, né di risarcimento dei danni derivanti dagli stessi, né, infine, contribuirebbe, nell’attuale formulazione, minimamente allo sgravio del carico dei Tribunali da azioni seriali tutte di identico contenuto, al contrario determinando un ulteriore “ingolfamento” della macchina della Giustizia.
Invitiamo pertanto codesta Commissione nell’elaborare e licenziare il testo legislativo sulla Class Action ( a maggior ragione stante l’estensione dell’ambito di applicazione al risarcimento del danno derivante da illeciti extracontrattuali previsto dal Governo , che ampiamente travalica l’originaria impostazione a tutela degli interessi contrattuali a contenuto più prettamente consumeristico ) a prevedere la legittimazione attiva all’utilizzo dello strumento della Class Action a favore di tutti gli aventi diritto, siano essi enti, associazioni o privati cittadini, che possano dimostrare, al di là del dato meramente numerico (cui è legato il riconoscimento da parte del Ministero), la propria rappresentatività della classe danneggiata.
Non prevedere l’estensione della legittimazione attiva all’esercizio della Class Action a favore delle Associazioni Esponenziali rappresentative di Interessi Collettivi Specifici, nell’ambito dell’interesse statutariamente tutelato, rappresenterebbe un gravissimo insulto al diritto costituzionalmente tutelato dell’associazionismo, minandone i principi fondanti e la sopravvivenza, ed un grave vulnus alla volontà bipartisan espressa dalla Camera nella precedente Legislatura.
Ove infine codesta Commissione ritenesse riformare il DDL del Governo, potrebbe notevolmente migliorarne l’efficacia applicando il rimedio previsto dal disegno del Governo ( quell’azione tesa a quantificare il danno, essendo già acclarato il diritto al risarcimento ) da applicarsi, però, residualmente, solo ai soggetti che non abbiano preso parte alla iniziale procedura di Class Action , che non potrà non ispirarsi allo schema, assai più organico ed efficace, seppure perfettibile, delle concorrenti proposte Pedica AC 1834 , Fabris AC 1330 , Poretti-Capezzone AC 1443 e Grillini AC 1882 .
In conclusione, si guardi codesta Commissione da chi paventando indimostrati effetti perversi sull’economia del paese, tentasse, chiedendo limiti di legittimazione attiva, di ammaestrare l’azione collettiva: solo una vera, libera, ponderata ed efficace Azione Collettiva potrà esprimere a pieno il suo effetto deterrente su atti, comportamenti e concorrenze scorrette ed illecite, decongestionando l’Amministrazione della Giustizia, favorendo mercati ed aziende serie ed efficienti ( e sono la larghissima maggioranza in Italia), nel precipuo interesse , in definitiva, di tutti i Cittadini Italiani .
Diversamente il sottoscritto si riterrà insoddisfatto del Vostro operato, e continuerà a battersi per riformare una legge inefficace ed incoerente fino a raggiungere l'obiettivo individuato dalla presente petizione.
Con Ossequio.

*Luogo e Data (della sottoscrizione)________________________________________________________________________

*Nome e Cognome (leggibile)_____________________________________________________________________________

*Indirizzo: Via_____________________________________________Cap ______________Città______________________

*Cod. Fiscale ______________________________________________

*Doc. Identità N. ___________________________________________*Rilasciato da_________________________________

Tel./Fax/Email _______________________________________________________________

*Timbro e carica ricoperta ( Solo per le Associazioni )

_____________________________________________________________________________________________________

Il sottoscritto, a norma della Legge a Tutela della Privacy, autorizza il trattamento dei propri dati ai soli fini informativi e per il raggiungimento degli scopi del "Coordinamento", e la divulgazione solo in forma anonima di dati aggregati. Titolare del trattamento è il Dott. Domenico Bacci .
E’ consentita inoltre la riproduzione, la copia, la divulgazione e la consegna del presente documento limitatamente al Ministero per lo Sviluppo Economico, alla Commissione Giustizia della Camera ed agli altri Organi del Parlamento.
( *campi obbligatori )


*Firma ________________________________

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