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Tuesday, October 30, 2007

puzze e colori strani? è tutto legale

Il Bormida rischia di tornare color Coca Cola (nel pieno rispetto della Legge)


Con scarso senso del ridicolo e in modo quasi provocatorio verso le popolazioni che per decenni hanno vissuto l’ incubo e la realtà di un fiume colore del sangue raggrumato o della Coca Cola, con la caratteristica puzza di fenolo che pervadeva i prodotti agricoli e perfino le persone, e i pesci morti a a pancia in su, fra gli enormi poteri assegnati al Commissario Giuseppe Romano dall’ Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 marzo 2007 è compreso anche quello, se lo riterrà indispensabile, di derogare per le acque di scarico al rispetto dei limiti di Legge vigenti per i parametri colore ed odore, nonché a quello sulla tossicità acuta per gli organismi acquatici.
Il tutto paradossalmente, dopo 8 anni dalla chiusura dell’ ACNA, dall’ avvio della più avanzata opera di messa in sicurezza e bonifica di Italia, con costi di centinaia di milioni di Euro, proprio con il fine ultime di allontanare il terrore già vissuto che adesso viene concesso per Legge di fare ritornare, a giudizio di una persona.
Il fatto è ancora più grave se si considera che questo Commissario è nominato solo più d’ intesa con la Regione Liguria e non con il Piemonte, mentre, come sempre, ovviamente i danni dell’ eventuale esercizio di questi poteri sulle acque di scarico ricadrebbero solo sul Piemonte.
Assume quindi connotazione ironica anche il potere di derogare a svariate parti della Legislazione ecologica della Regione Liguria, la quale comunque non ne risentirebbe, ma il fatto costringe i poveri abitanti della valle Bormida piemontese a studiarsi più che la propria legislazione quella della Regione confinante a monte. Praticamente un ritorno alla situazione antecedente al 1999 quando il potere di gestione e di controllo sul sito ACNA era nelle mani della Liguria e i danni a carico del Piemonte.

La prima nomina del Commissario Romano in sostituzione di Leoni era stata anche aspramente contestata dalle Associazioni locali piemontesi e dal WWF, è stata anche impugnata legalmente ed ha provocato un’ ennesima rottura e divisione all’ interno della Comunità Montana delle Valli.
Invece, con un angosciante e totale appiattimento politico, il Commissario nominato dal governo di Centro Destra con l’ accordo o la non opposizioni delle 2 Regioni governate dal Centro Destra, è stato confermato, con i poteri aumentati, dal Governo di Centro Sinistra, con l’ intesa di una Regione governata dal Centro Sinistra, e tacitando, con la concessione di fondi alcuni più reali, altri più chimerici come il risarcimento dei danni ambientali, l’ altra Regione governata dal Centro Sinistra.
E poi ci si stupisce che gli italiani non sappiano più in chi riporre fiducia in politica.
Una delle persone maggiormente responsabile di questa assurda situazione è il capo della Protezione Civile Bertolaso, che confonde probabilmente il problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania con la bonifica di un sito dove i rifiuti non sono più prodotti, ma devono essere resi non più pericolosi con l’ ambiente.

Oltre a quelli più immediatamente e in modo tristemente suggestivo e sensorialmente afferrabili succitati, al Commissario “Ligure” sono stati anche assegnati poteri di derogare all’ obbligo di autorizzazione, con tutti i vincoli conseguenti, degli scarichi nel fiume Bormida, compreso quello delle sostanze più pericolose, di autorizzazione di nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti, anche un inceneritore, e per le emissioni in atmosfera.
Praticamente un riconoscimento su Gazzetta Ufficiale dei poteri di fatto di cui godeva l’ ACNA prima dell’ inizio della rivolta del 1987, con un’ estensione assoluta.
Bel progresso!
Inoltre, bizzarramente, mentre deve effettuare una bonifica può derogare alla Legge che regola le bonifiche. Cosa vuol dire? Che il Commissario che deve effettuare la bonifica può anche non farla? O farne solo un pò e a modo suo?


In pratica, per rendere chiara ai lettori la portata di tali poteri, se io fossi Commissario, e lo ritenessi indispensabili potrei: prendere un po’ di rifiuti del sito ACNA ed incenerirli negli stretti tempi tecnici necessari, magari pure bruciarli come le stoppie, un’ altro po’ lasciarli sciogliere nell’ acqua del percolato e scaricarli, tanto non ho più limiti, e per un'altra parte del sito lasciarli dove sono e costruirci sopra.
Il tutto lo dovrei fare nel rispetto delle direttive europee, ma in deroga alle Leggi italiane che delle stesse direttive costituiscono l’ applicazione direttamente penalmente valida in Italia.
Gli Enti locali Piemontesi, dai Comuni, alle Province, alla Regione, eventualmente sollecitati dai rappresentati locali, hanno l’ obbligo quantomeno morale di studiare attentamente questa ordinanza e di impugnarla legalmente in tempo.
E anche di concertare con la Regione Liguria un ingresso nel capitale della Società che gestirà il sito ACNA,l’ unico modo per controllare direttamente e prevenire altri disastri, senza dovere ricorrere ad anni di estenuanti battaglie legali, magari perdenti.

martedì 15 maggio 2007 Ilvo Barbiero

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